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La morte di don Rodrigo: dal Fermo e Lucia ai Promessi Sposi

Manzoni scrisse tra il 1821 e il 1823 una prima versione della storia degli sposi promessi, cui diede il titolo Fermo e Lucia. Lo scrittore decise di non pubblicare quello che lui stesso considerava un primo tentativo poco riuscito, ma oggi è possibile leggere il Fermo e Lucia e apprezzare le numerose differenze nella trama e nello stile da quelli che saranno I Promessi Sposi.

Un buon esempio di queste differenze è l’episodio della morte di don Rodrigo al Lazzaretto, che cambia profondamente nel passaggio dal Fermo e Lucia ai Promessi Sposi. È una trasformazione significativa, che permette di comprendere come Manzoni riscrivendo il romanzo abbia voluto abbandonare i toni cupi e quasi violenti della prima versione, per trovare uno stile più equilibrato e piano.

Il video che segue, tratto dallo sceneggiato Rai “I Promessi Sposi” del 1967 (regia di Sandro Bolchi), rappresenta la morte di don Rodrigo in maniera del tutto fedele a quanto si legge nel capitolo XXXV dei Promessi Sposi (sono i primi 3’15”).

Nel 1989, la Rai produsse un nuovo sceneggiato dedicato alla storia di Renzo e Lucia, affidando la regia a Salvatore Nocita. Questa nuova versione presenta una diversa e più inquietante versione della morte di don Rodrigo, che fugge a cavallo dal Lazzaretto lanciandosi in una folle corsa per poi cadere morto in un campo. La scena non è però una libera invenzione del regista: nel Fermo e Lucia, infatti, Manzoni immagina proprio così l’uscita di scena del persecutore dei due promessi sposi.

Nel testo scaricabile qui sotto, potete trovare le due versioni della morte di don Rodrigo: quella del capitolo IX del Fermo e Lucia e quella del capitolo XXXV dei Promessi Sposi.

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I Promessi Sposi

Raccolgo in questa pagina, che aggiornerò strada facendo, i brani tratti dai Promessi Sposi che stiamo leggendo in classe e altri materiali utili.

Vi segnalo che potete scaricare l’intero romanzo dal sito Liber Liber (la pagina precisa è questa). Se invece preferite ascoltare, piuttosto che leggere, trovate qui i file audio di tutti i capitoli. Può essere una buona idea ascoltare in cuffia e intanto seguire il testo scritto: vi aiuterà a comprendere meglio quanto leggete.

I brani da scaricare:

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Leopardi: dialogo di un venditore d’almanacchi e un passeggere

Composto a Roma o a Firenze nel 1832, il Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere è tra i testi più noti delle Operette morali. Vi si mette in scena un rapido scambio di battute tra un venditore ambulante di calendari illustrati (gli “almanacchi”) e un passante (il “passeggere”). Quest’ultimo, con le sue riflessioni, illustra il pensiero di Leopardi sulla vita: una continua illusione cui gli uomini comuni – rappresentati dal venditore – si abbandonano, ostinandosi a sperare che il futuro possa essere migliore del passato.

Metto qui a disposizione una versione leggermente adattata del Dialogo, con piccole modifiche che rendono più semplice la comprensione senza eliminare nulla del testo originale.

Scarica il Dialogo di un venditore d’almanacchi e un passeggere.

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Giacomo Leopardi: la mappa concettuale

Sulla base del lavoro fatto oggi in terza, ecco una mappa con biografia, opere e (alcune) idee fondamentali per iniziare lo studio di Giacomo Leopardi. Cliccando sull’immagine la potete vedere ingrandita.

Qui la Mappa in formato .pdf, pronta per essere stampata.

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Giuseppe Ungaretti: l’allegria di un naufrago

Tra i più grandi poeti italiani del Novecento, Giuseppe Ungaretti è conosciuto soprattutto per le poesie scritte durante la Prima guerra mondiale, combattuta da soldato semplice in mezzo agli orrori e alle sofferenze della trincea.

Le poesie della guerra, raccolte prima in un libro chiamato Il porto sepolto (1916) e, più tardi, in Allegria di naufragi (1919), sono conosciute anche per la loro essenzialità: quasi sempre pochi versi, anche due soltanto, molto brevi e privi di punteggiatura, rime e ritmo. Una vera rivoluzione rispetto a tutta la poesia che viene prima.

La scelta di comporre poesie tanto diverse rispetto alla tradizione è spiegata dallo stesso Ungaretti in questo video, realizzato quando il poeta era già molto anziano, diversi decenni dopo la guerra.


L’essenzialità, il ridurre la poesia al minimo indispensabile, serve anche a dare più peso alle parole. Se scrivo poche parole per verso, e pochi versi per pagina, quelle poche parole e quei pochi versi diventano tanto grandi da riempire per intero lo spazio bianco della pagina. Una cosa che si comprende meglio ascoltando la voce di Ungaretti mentre legge una delle sue poesie più celebri, “Fratelli”.

Nei prossimi giorni, in terza leggeremo proprio alcune poesie tratte da Il porto sepolto. Potete scaricarle cliccando su questo link:

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Pascoli: la nostra antologia!

Nelle ultime settimane in terza abbiamo lavorato su Myricae di Giovanni Pascoli. Ogni alunno ha scelto una poesia della raccolta e ha provato a commentarla. Alcune letture sono più azzeccate, altre magari colgono meno nel segno, ma il risultato finale è certamente molto positivo, tanto che abbiamo raccolto le poesie e i commenti in una piccola antologia pascoliana. Il titolo della nostra antologia, “Non omnes arbusta iuvant humilesque myricae” (“Non tutti amano gli arbusti e le umili tamerici”), è il verso della IV Bucolica di Virgilio che dà il titolo al libro di Pascoli.

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Giovanni Pascoli

Nel periodo a cavallo tra Otto e Novecento il poeta italiano più importante è senza dubbio Giovanni Pascoli. Tra le tematiche ricorrenti della sua poesia, alcune sono in stretto legame con la biografia dell’autore: il “nido” famigliare, la morte del padre, il paesaggio e la vita delle campagne.

Il file che segue contiene tre poesie che ben rappresentano l’opera di Pascoli. Si tratta di Lavandare e X agosto, tratte dalla raccolta Myricae; e di Nebbia, dai Canti di Castelvecchio.

Per approfondire la conoscenza di Pascoli si può visitare il sito, molto ricco, della Fondazione Giovanni Pascoli. Vi si trovano tutte le opere del poeta, una galleria fotografica e altri materiali.

La vita di Pascoli è oggetto anche di questo breve documentario: ne raccomando la visione.

 

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L’amico ritrovato

Per completare la lettura de L’amico ritrovato, il piccolo grande libro di Fred Uhlman, ho preparato una “Amico ritrovato Competition” che ha visto sfidarsi femminucce e maschietti della terza B a colpi di citazioni, analisi e memoria. Ne è uscita vincitrice la squadra dei maschietti, per la cronaca.

Trovate qui sotto il file pdf. della presentazione con tutte le domande e le risposte della Competition, utili anche per preparare al meglio la vostra recensione del libro. Ricordo che, come già fatto per Il ragazzo con la bicicletta, le migliori recensioni saranno pubblicate su contucompiti.it.

L’amico ritrovato competition

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