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Il pomo della discordia e il giudizio di Paride

Botticelli Giudizio Paride

Tra i miti più belli e conosciuti della tradizione greca, quello che parla del pomo della discordia narra gli eventi che precedono e causano la guerra tra achei e troiani, un conflitto destinato a durare dieci lunghi anni che sarà narrato nei grandi poemi epici dell’antichità: l’Iliade, l’Odissea e l’Eneide.

Secondo la mitologia, infatti, la guerra di Troia fu causata da un litigio tra dee. Nel testo da scaricare trovate il racconto di come accadde che Elena di Sparta, moglie di Menelao, si innamorò di Paride e lo seguì a Troia. Per vendicarsi dell’affronto, Menelao convinse gli altri sovrani achei ad attaccare Troia.

Il pomo della discordia e il giudizio di Paride

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Il mito: la mappa concettuale

Mappa concettuale Mito

Il mito è una delle forme più antiche di narrazione: ogni popolo ha prodotto i suoi racconti mitologici per conservare le radici della propria storia e della propria cultura, e per tentare di dare una spiegazione a fenomeni naturali o alle grandi domande dell’esistenza.

In prima E oggi abbiamo realizzato questa mappa con le informazioni fondamentali sul mito, partendo da quattro domande:

  • Cosa sono i miti?
  • Di cosa parlano?
  • Quali caratteristiche hanno?
  • Come si sono tramandati?

La potete scaricare in formato pdf cliccando su questo link: Mappa concettuale Il Mito.

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La ragazza povera e la strega (una fiaba della Prima E)

Questa fiaba è stata ideata e scritta dagli alunni della Prima E. A me sembra molto bella: cosa ne dite?

Stivaletti magici

C’era una volta una ragazza povera. Una notte, arrivò nella sua stanza una fatina piccina piccina. Vedendo che la ragazza non aveva le scarpe e aveva le verruche ai piedi, la fatina decise di donarle degli stivaletti magici, raccomandandole di tenerli con la massima cura. Le disse anche di stare molto attenta alla strega.

La strega, infatti, invidiosa degli stivali e desiderosa di impossessarsene, decise di travestirsi da vecchietta e bussò alla porta della ragazza.

Toc toc!

Chi è?”

Sono una povera vecchietta ed avrei bisogno di un paio di stivaletti per riparare i miei poveri piedi dal freddo”. La ragazza ricordò le parole della fata e rispose alla vecchia: “se mi tornerai a trovare domani in serata, ti farò trovare quel che desideri”.

Il giorno seguente la ragazza fece trovare alla vecchietta un paio di stivaletti molto simili ai suoi, ma senza poteri magici. La strega, dopo averli indossati, si accorse che gli stivaletti non avevano alcun potere e andò su tutte le furie. Gridò: “questa me la paghi, stupida ragazzina!”

La strega, che non si dette per vinta, si ripresentò il giorno dopo nelle vesti di un bellissimo principe. Bussò alla porta della ragazza che aprì e trovandosi quella meravigliosa creatura, esclamò: “oh meraviglioso principe, qual buon vento ti porta qui?”

Il principe rispose: “oh mia bella fanciulla, se tu mi darai i tuoi stivaletti ti prenderò in sposa!”

La sua voce rauca lo tradì. La ragazza riconobbe in lui la perfida strega e gli diede appuntamento per il giorno dopo. All’appuntamento, però, non si fece trovare e la strega, furiosa, si presentò nuovamente alla sua porta: questa volta era travestita da fata.

Toc Toc!

Chi è?”

Sono io, la tua fatina!”

Ma mentre la fanciulla stava per aprire la porta, apparve la vera fatina che le disse: “ora sistemeremo la strega una volta per tutte”.

La fatina lanciò una maledizione, che trasformò la strega in un paio di vecchi scarponi. Poi, come premio per aver custodito così bene gli stivaletti, trasformò la povera casa in uno splendido palazzo, dove la ragazza visse a lungo e in pace.

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Le favole della prima E

libro_favoleCon le fanciulle e i fanciulli della prima E, in questi giorni abbiamo scritto cinque favole. Siamo partiti scegliendo cinque morali, che ogni gruppo di alunni ha trasformato in una breve favola. Poi abbiamo rivisto assieme tutti i testi, correggendoli e migliorandoli.

Questo è il risultato: buona lettura!

 

Il pavone che si fidò della volpe

Alice M., Emanuele, Maya, Luna, Francesco C.

Un pavone con una coda bellissima lasciò gli altri pavoni per una volpe, che per ingannarlo gli disse: «se verrai con me, ti pettinerò, ti laverò e ti farò diventare la coda ancora più bella di quella che hai».

I suoi amici l’avevano avvertito: «stai attento a fidarti di quella volpe»; ma il pavone, spinto dalla sua vanità, accettò la proposta della volpe.

Una notte, mentre il pavone dormiva, la volpe lo uccise e gli strappò la coda. Camuffandosi con le piume del pavone, attirò le femmine e se le mangiò.

La favola insegna che è meglio fidarsi dei veri amici, che andare con i nemici.

 

Il topo egoista e il gatto che se lo mangiò

Alessandro, Aurora, Martina, Daniel

In una città viveva un topo viziato ed egoista che pretendeva tanto: quando voleva un pezzo di formaggio, chiedeva con insistenza finché non lo otteneva.

Un giorno arrivò un gatto che disse al topo egoista: «se vieni a casa mia, riceverai chili di formaggio».

Il topo, allettato dalla promessa, lo seguì. Arrivato a casa del gatto chiese dove fosse il formaggio, ma in quell’istante il gatto balzò sul topo e lo mangiò.

La favola racconta che chi troppo chiede, nulla ottiene.

 

Il pavone vanitoso

Francesco R., Vittorio, Gianpaolo, Giacomo

Un pavone che si vantava della sua bellissima coda un giorno andò in un bosco alla ricerca di bacche da mangiare.

A un certo punto, scorse da lontano un branco di lupi.

Allora si infilò in un cespuglio, ma non riuscì a nascondere la sua amata coda, che spuntava dalle foglie.

I lupi quindi videro la coda del pavone, che fu scoperto e fu sbranato.

Questa favola insegna che i beni che all’apparenza possono sembrare i più preziosi, spesso si rivelano i più inutili.

 

Il leone, il serpente e gli animali inferociti

Lorenzo, Margherita, Tommaso, Gabriele, Jacopo

Un leone che trattava male gli animali disse: «Tu! Servimi quell’uva! Tu! Massaggiami le zampe! E voi state zitti!»

Un serpente, un po’ arrabbiato della superbia del leone, disse: «Mi sscusi, ssignore, potremmo ripossarci per favore?»

«No!» Rispose il leone. «Impertinente, voi stupidi animali non sapete fare niente, è già tanto se riuscite a procurarvi da mangiare».

Gli animali, arrabbiati poiché il leone li sottovalutava, decisero di allearsi contro di lui. La sera stessa, il serpente strisciò nella tana del leone e lo morse. Il leone morì e gli animali proclamarono il serpente come nuovo re.

Questa favola dimostra che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio.

 

Il lupo, la volpe e il coniglio

Giulia, Mattia, Simone, Alice S.

Un lupo vecchio e stanco stava nella sua tana umida e fredda da giorni e giorni, quando un coniglietto venne a trovarlo, gli offrì un tè caldo e gli disse: «lo sai che la volpe dice a tutta la foresta che fingi di star male, per non far quello che devi?»

Il lupo sgranò gli occhi e disse: «sto male davvero!»

E allora il coniglio: «potresti fargliela pagare!»

Proprio in quel momento, un serpente sentì il coniglio e strisciò dalla volpe ad avvisarla. Allora la volpe si arrabbiò, attese il coniglio fuori dalla tana del lupo e lo sbranò, dicendo: «non seminare se non sai cosa cresce».

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Le caratteristiche della favola

FAVOLAMetto a disposizione dei miei nuovi alunni di prima E la mappa concettuale sulla favola che abbiamo realizzato in classe. Potete scaricarla e stamparla cliccando su questo link (non sull’immagine qui sopra!).

 

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Materiali di lavoro sulla fiaba

casa-paglia

Per i miei alunni di prima E, tre documenti da scaricare e stampare per proseguire il nostro lavoro sulla fiaba.

Per prima cosa, due mappe concettuali sulla fiaba: la prima è quella che abbiamo realizzato in classe, la seconda la utilizzeremo nei prossimi giorni per approfondire alcuni aspetti relativi soprattutto ai personaggi, alle funzioni, alla struttura della narrazione.

Il terzo documento da scaricare è una raccolta di sette fiabe. La prima delle sette è una vera rarità: si tratta della prima versione scritta dei Tre porcellini, pubblicata dall’inglese James Halliwell-Phillipps attorno al 1843 e tradotta in italiano proprio per voi. L’abbiamo già letta in classe: è molto più divertente e ricca di azione delle versioni successive.

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Le caratteristiche della favola

In questa mappa, che abbiamo costruito con gli alunni di prima E, trovate le principali caratteristiche della favola. La mappa si può scaricare e stampare cliccando sull’immagine.

caratteristiche della favola

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Petrarca: materiali per il lavoro a gruppi

Per i miei alunni di seconda, i file dei sei sonetti da completare inserendo introduzione, schema delle rime e note al testo.

Vi ricordo di spedirmi per posta elettronica il lavoro finito entro martedì sera.

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