Archive for 28/11/2013

La morte di don Rodrigo: dal Fermo e Lucia ai Promessi Sposi

Manzoni scrisse tra il 1821 e il 1823 una prima versione della storia degli sposi promessi, cui diede il titolo Fermo e Lucia. Lo scrittore decise di non pubblicare quello che lui stesso considerava un primo tentativo poco riuscito, ma oggi è possibile leggere il Fermo e Lucia e apprezzare le numerose differenze nella trama e nello stile da quelli che saranno I Promessi Sposi.

Un buon esempio di queste differenze è l’episodio della morte di don Rodrigo al Lazzaretto, che cambia profondamente nel passaggio dal Fermo e Lucia ai Promessi Sposi. È una trasformazione significativa, che permette di comprendere come Manzoni riscrivendo il romanzo abbia voluto abbandonare i toni cupi e quasi violenti della prima versione, per trovare uno stile più equilibrato e piano.

Il video che segue, tratto dallo sceneggiato Rai “I Promessi Sposi” del 1967 (regia di Sandro Bolchi), rappresenta la morte di don Rodrigo in maniera del tutto fedele a quanto si legge nel capitolo XXXV dei Promessi Sposi (sono i primi 3’15”).

Nel 1989, la Rai produsse un nuovo sceneggiato dedicato alla storia di Renzo e Lucia, affidando la regia a Salvatore Nocita. Questa nuova versione presenta una diversa e più inquietante versione della morte di don Rodrigo, che fugge a cavallo dal Lazzaretto lanciandosi in una folle corsa per poi cadere morto in un campo. La scena non è però una libera invenzione del regista: nel Fermo e Lucia, infatti, Manzoni immagina proprio così l’uscita di scena del persecutore dei due promessi sposi.

Nel testo scaricabile qui sotto, potete trovare le due versioni della morte di don Rodrigo: quella del capitolo IX del Fermo e Lucia e quella del capitolo XXXV dei Promessi Sposi.

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“Tanto gentile e tanto onesta pare”: Dante e la Vita Nuova

Tra le opere di Dante che precedono la Commedia, la Vita Nuova è una delle più importanti.

Composta attorno al 1294 assemblando testi poetici scritti in circa un decennio a partire dal 1283, la Vita Nuova narra l’amore di Dante per Beatrice: dal primo incontro avvenuto quando il poeta aveva nove anni (1274), al secondo di nove anni più tardi (1283), fino alla morte della donna, che avviene nel 1290. Quando Beatrice muore, superato il primo momento di sconforto, Dante decide di continuare la lode dell’amata, ormai glorificata nel Paradiso. È questa la forma più alta d’amore raccontata dallo Stilnovo: il poeta ama la donna-angelo in maniera del tutto disinteressata, senza poter più sperare di ottenere nulla in cambio da lei.

Dal punto di vista della struttura, la Vita Nuova è un prosimetro, cioè un testo che alterna parti in versi e parti in prosa. È suddivisa in 42 capitoli e contiene 31 poesie: 25 sonetti, 1 ballata e 5 canzoni. Nelle sezioni in prosa, Dante commenta e spiega i testi poetici, legandoli tra loro in una narrazione continua.

Nel file da scaricare trovate, oltre a una breve introduzione al testo, il capitolo XXVI della Vita Nuova, dove si legge il sonetto “Tanto gentile e tanto onesta pare”.

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Guido Cavalcanti e lo Stilnovo

Due file da scaricare per approfondire lo studio dello Stilnovo. Il primo è uno schema con i quattro temi fondamentali di questa corrente poetica (potete scaricarlo cliccando sull’immagine qui sopra).

Il secondo è il testo di un celebre sonetto di Guido Cavalcanti, che si apre con una domanda: “Chi è questa donna che arriva?”

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Guido Guinizzelli, il padre dello Stilnovo

Nella Divina Commedia, Dante immagina di incontrare in Purgatorio Guido Guinizzelli, poeta bolognese vissuto tra il 1230 e il 1276. Nel riconoscerlo, lo definisce padre / mio e de li altri miei miglior che mai / rime d’amor usar dolci e leggiadre (“padre mio e degli altri migliori di me che scrissero poesie d’amore dolci e belle”).

Guinizzelli è considerato il fondatore dello Stilnovo (o “dolce stil novo”), una corrente poetica che ha tra i suoi esponenti più importanti lo stesso Dante Alighieri e i suoi amici Guido Cavalcanti e Lapo Gianni. Il sonetto che potete scaricare qui sotto è una delle poesie più belle e conosciute tra le venti di Guinizzelli che ci sono rimaste. Nel file trovate anche la parafrasi completa.

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La poesia comico-realistica: mappa concettuale

Una semplice mappa che riassume le informazioni fondamentali sulla poesia comico-realistica: autori, temi e caratteristiche dello stile. L’abbiamo realizzata in seconda nei giorni scorsi, la metto ora a disposizione in formato immagine (jpg) e in formato pdf (più facile da stampare).

 

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Due sonetti di Cecco Angiolieri

Il più importante autore della poesia comico-realistica è il senese Cecco Angiolieri (circa 1260-1312), personaggio affascinante e scrittore abilissimo. Leggeremo in classe due dei sonetti più celebri di Cecco: “S’i’ fosse foco” e “Tre cose solamente”. Potete scaricare il testo, con una breve introduzione per ciascuno di essi e con la parafrasi completa del secondo, cliccando sul link qui sotto:

“S’i’ fosse foco” è stato ripreso alcuni anni fa anche da uno dei più grandi cantautori italiani, Fabrizio De André, che molti di voi conosceranno per canzoni come La guerra di Piero o Il pescatore.

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Il sonetto: una mappa concettuale

Oggi in seconda abbiamo realizzato una piccola mappa per fissare le informazioni fondamentali sul sonetto. Per costruire la mappa, abbiamo usato una piattaforma online gratuita, bubbl.us, molto semplice e intuitiva. Nella versione base, bubbl.us richiede una registrazione ma non ha alcun tipo di costo; il numero di mappe che possono essere salvate è limitato a tre (ma si può sempre esportare una mappa in formato immagine per poi conservarla, condividerla e stamparla).

Cliccando sull’immagine qui sotto, scaricate la mappa sul sonetto.

 

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Alle origini della letteratura italiana

In seconda, in questi giorni stiamo vedendo assieme quali sono i testi più antichi scritti in volgare italiano. Abbiamo letto l’indovinello veronese (800 d.C., nell’immagine di apertura) e il placito di Capua (960 d.C.), che sono le due più importanti testimonianze scritte dell’uso del volgare nella nostra Penisola prima dell’anno Mille.

Siamo poi entrati nella letteratura italiana vera e propria leggendo il Cantico di frate Sole, scritto da Francesco d’Assisi nel 1224 e considerato l’atto di nascita della nostra tradizione letteraria (oltre che il primo esempio di lauda).

Nei decenni successivi fioriscono altre tradizioni letterarie importanti, tre in particolare:

  • La scuola siciliana (1230-50), presso la corte dell’imperatore Federico II. Tra i poeti di questa gruppo, il più noto fu Giacomo da Lentini, considerato l’inventore del sonetto;
  • Il dolce stil novo (1265-1300), i cui tre esponenti principali vivono tra Bologna e Firenze e sono Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti e Dante Alighieri;
  • La poesia comico-realistica (1265-1300), che si sviluppa in Toscana grazie a poeti come Rustico Filippi e Cecco Angiolieri.

La poesia della scuola siciliana e del dolce stil novo ha per tema l’amore, rivolto a una donna tanto perfetta da risultare – soprattutto in Guinizzelli, Cavalcanti e Dante – impossibile da raggiungere.

La poesia comico-realistica rappresenta invece una parodia, cioè una sorta di presa in giro dello stil novo, come vedremo leggendo due sonetti di Cecco Angiolieri.

Potete scaricare uno schema riassuntivo sui primi secoli della letteratura in volgare italiano qui sotto:

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