Archive for 30/09/2011

Paperino e il cervo di Fedro

Oggi in prima abbiamo letto, tra le altre cose, la favola di Fedro “Il cervo alla fonte”:

Un cervo, dopo avere bevuto, rimase presso la fonte e nello specchio dell’acqua vide la sua immagine. E lì, mentre pieno di ammirazione lodava le corna ramose e criticava l’eccessiva sottigliezza delle zampe, atterrito dalle voci improvvise dei cacciatori, si mise a scappare per i campi e con rapida corsa sfuggì ai cani. Poi l’animale fu accolto dal bosco, dove le sue corna si impigliarono, e, così trattenuto, fu sbranato a poco a poco dai morsi feroci dei cani. Allora, sul punto di morire, dicono che abbia pronunciato queste parole:

“Me infelice! Solo ora capisco quanto mi siano state utili le cose che disprezzavo, e quanto danno mi abbiano recato quelle che lodavo!”

Ragionandoci un po’, ci siamo resi conto che la lotta rappresentata nella favola non è – come potrebbe sembrare a prima vista – quella tra il cervo e i cani. E’ invece una lotta tutta interiore, tra la vanità e l’intelligenza del protagonista: la vanità che gli fa apprezzare le corna e disprezzare le gambe, e l’intelligenza che gli fa comprendere, anche se troppo tardi, che le gambe erano ben più preziose delle corna.

Per spiegarci meglio quello che avevamo capito insieme, ci è venuto in mente un esempio di lotta interiore che merita davvero di essere visto. Eccolo qui sotto!

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Giacomo Leopardi

In questi giorni con la terza abbiamo iniziato lo studio di Leopardi, leggendo “Il passero solitario” e “L’Infinito”. Per approfondire la nostra conoscenza del poeta di Recanati, inserisco i link a due pagine del sito in cui trovate:

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