Archive for 14/10/2010

A Roma per vedere il Senato

Pubblico il racconto del viaggio a Roma compiuto a inizio ottobre da alcuni alunni delle classi quinta elementara e seconda/terza media di Cornaredo. Autori di queste righe sono Erica Turturro (2B Muratori), Sonia Ranzani e Davide Viardi (3B Muratori). Le fotografie sono di Sonia. Il viaggio è stato reso possibile dal contributo dell’Amministrazione comunale.

Nei giorni 4-5 ottobre ci siamo recati a Roma , insieme alle classi 3^ e 2 ^ della scuola Curiel , per un viaggio d’istruzione offerto dalla scuola assieme all’Amministrazione comunale. Partiti in pullman alla mattina del 4 siamo arrivati a Roma nel primo pomeriggio. Appena arrivati ci hanno portati in un istituto dei padri salesiani dove poi abbiamo alloggiato per una notte. Lasciate le valigie, abbiamo proseguito a piedi fino alla stazione della metropolitana di Rebibbia per poi scendere alla fermata Colosseo. Incamminandoci verso Palazzo Madama abbiamo visto, molto rapidamente, il Colosseo, L’Arco di Costantino e il Monte Palatino.
L’unico problema è stato che ha cominciato a piovere: trovandoci a piedi e in mezzo al traffico di Roma, non è stato il massimo.
Siamo arrivati a Palazzo Madama, sede del Senato e meta principale della nostra visita, per le ore 17. Si trova in Corso Rinascimento, vicino a Piazza Navona. Ci hanno fatti entrare in una saletta dove c’era la guida, un’assistente parlamentare che ci avrebbe portati a visitare il Palazzo. Inizialmente ci siamo spostati nel cortile, dove la nostra guida ci ha raccontato tutte le vicende storiche legate al palazzo. Palazzo Madama inizialmente apparteneva alla famiglia De Medici, a partire da quando Giovanni De Medici lo acquistò. A causa dei molti debiti che possedeva lo dovette vendere alla cognata. Ma verso il 1520 ne rientrò in pieno possesso.
Successivamente il palazzo venne venduta all’imperatore d’Austria che, essendo lontano da Roma, lo cedette a sua volta ai romani che lo usarono come caserma della polizia. Il nome di questo palazzo si deve a Margherita d’Austria che veniva soprannominata “La madama” e ancora oggi a Roma si usa l’espressione “La madama” per indicare scherzosamente la polizia.
Successivamente la guida ci ha portati a vedere alcune stanze del Palazzo come la Sala Maccari, la Sala Italia e la Sala dello Struzzo e infine l’Aula del Senato. L’aula del Senato, rispetto a come la vediamo noi in televisione, è molto piccola. Ci hanno fatti sedere al posto dei Senatori. Ogni senatore ha il proprio tavolino dove è presente un microfono e una pulsantiera elettronica con i tasti: SI , NO ,  MI ASTENGO. I senatori eletti sono 315, cui si aggiungono i senatori a vita (attualmente sei: quattro di nomina presidenziale e due – gli ex Presidenti della Repubblica, Scalfaro e Ciampi – di diritto come). Sono presenti anche dei posti superiori cioè sopra a quelli dei senatori come dei balconi. Lì si siedono i giornalisti e il presidente della Repubblica, che raramente è presente alle sedute del Senato.
Dietro la postazione del Presidente del Senato, che è attualmente Renato Schifani, ci sono due scritte. Una parla della Repubblica mentre l’altra è una frase pronunciata da Vittorio Emanuele II durante le celebrazioni per l’Unità d’Italia.
La vista al Senato era ormai al termine. Siamo tornati a piedi alla stazione del Colosseo e in metropolitana abbiamo fatto ritorno all’istituto per trascorrervi la notte.
Il mattino seguente dopo la colazione e dopo avere sistemato camere e valigie, nella prima mattinata verso le 9 siamo andati alla stazione per andare a visitare Piazza San Pietro. Abbiamo ripreso la metropolitana di Rebibbia fino a Termini poi da Termini fino alla Piazza.
Per entrare nella chiesa solitamente c’è molta coda ma, essendo andati durante la settimana, non abbiamo impiegato troppo tempo.
Entrati in San Pietro siamo rimasti tutti sbalorditi per la grandezza e per gli affreschi presenti nella basilica. Purtroppo non si potevano fare foto, ma qualcuno è riuscito a farle lo stesso. Finito il giro della chiesa avevamo ancora un po’ di tempo. Siamo scesi nei sotterranei. C’erano tutte le tombe dei papi. Ovviamente quella più affollata era quella di Papa Giovanni II. Siamo usciti dai sotterranei e ritornati nella Piazza.
Il tempo non premetteva bene e sembrava dovesse ancora piovere. La gita però era ormai al termine: era tempo di ripartire per Cornaredo.
Un giorno e mezzo è troppo poco per visitare Roma. La città è molto grande e ci sono molti luoghi da vedere, ma purtroppo il tempo materiale non c’era. È stata in ogni caso una bella esperienza. Non a tutti capita di sedersi al posto dei senatori. Non è una cosa di tutti i giorni!
Chissà, forse un giorno ci ritorneremo…

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I complementi di luogo e di tempo

Quale complemento è contenuto in questa vignetta di Altan? Di luogo o di tempo? Per saperlo, è sufficiente studiare la scheda da scaricare: i complementi di luogo e di tempo.

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