Archive for 30/10/2009

I complementi di luogo e di tempo

Nei giorni scorsi in seconda abbiamo studiato i complementi di luogo e i complementi di tempo. Eccovi la versione del prof. degli appunti.
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Latino – Lezioni 3 e 4

>Per gli eroici latinisti del venerdì pomeriggio, ecco il materiale delle ultime due lezioni di latino.
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Cecco Angiolieri e Fabrizio de André

>Alcuni testi della poesia italiana delle origini, che stiamo leggendo in questi giorni in seconda, sono stati ripresi da musicisti italiani contemporanei nelle loro canzoni. Due esempi.
Il “Cantico di frate Sole” di Francesco d’Assisi, primo testo letterario realizzato in un volgare italiano (quello umbro parlato da Francesco), è stato riadattato da Angelo Branduardi, un cantautore di cui forse conoscete la canzone “Alla fiera dell’Est”.

La poesia di Cecco Angiolieri ha ispirato anche Fabrizio De André, forse il più importante fra i cantautori italiani, che nel 1968 ha messo in musica il sonetto “S’i fosse foco”. (Se volete sapere qualcosa di più su De André, qui trovate molto materiale).

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Cecco Angiolieri e lo Stilnovo

>Due file per la seconda: si tratta del testo di “Tre cose solamente m’ènno in grado”, il sonetto di quello scapestrato di Cecco Angiolieri che stiamo leggendo in classe (e di cui presto dovrete produrre la parafrasi, poverelli) e di altri due sonetti che leggeremo la prossima settimana, quando parleremo dello Stil Novo (e finalmente di Dante, che alcuni richiedono a gran voce).
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Il cervo che volle la corona

Quella che segue è una favola che è stata composta dai miei alunni della IB, scuola media statale Curiel-Muratori di Cornaredo (plesso Muratori, San Pietro all’Olmo). Ogni parola del testo e ogni idea narrativa, a partire dalla scelta dei personaggi e della morale, viene dai componenti della classe: l’insegnante ha fatto soltanto da coordinatore del lavoro, ma non ha inventato nulla né si è sostituito agli alunni nelle decisioni da prendere.
I modelli letterari sono quelli classici: Esopo e Fedro (abilmente “saccheggiato” nell’immagine del cervo che si specchia nell’acqua: solo gli stolti e i moccia non copiano!). I modelli didattici sono almeno due: Gianni Rodari e don Lorenzo Milani.
Se avete suggerimenti, complimenti, rimostranze, io e gli alunni della IB vi preghiamo di utilizzare lo spazio commenti di questo post.

Il cervo che volle la corona

Chi vuole fama e potere perde le cose più importanti.
Un cervo ammirava le sue maestose corna nello specchio di una fonte. «Se fossi io il re di questo regno, tutti ammirerebbero il mio palco e loderebbero la mia bellezza» diceva il cervo.
In quel momento arrivò il leone che, sentendo le parole del cervo, decise di accontentarlo: «Quindi tu vorresti essere al mio posto». Disse il leone. «Mi sembra giusto: in effetti, sei molto più bello di me. Parliamone a cena nella mia tana».
A sera, il cervo si presentò alla tana del leone. Entrato, si accorse che non c’era nulla da mangiare. Indispettito, il cervo disse al leone: «Dov’è la cena? Se non mangio il mio pelo si rovinerà».
«Mio caro – rispose il leone – dovresti sapere che per essere re non conta la bellezza, ma la forza». E lo sbranò.

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La nascita delle lingue neolatine

>Uno schema sul passaggio dal latino alle lingue neolatine, che riprende i contenuti delle pp. 113-114 del volume dei Classici. Essenziale per gli alunni di seconda, ma eventualmente utile anche per quelli di prima, visto che in storia stiamo studiando proprio il passaggio dall’Impero romano ai regni latino-germanici.
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I laghi italiani: la mappa concettuale

>Una mappa semplice semplice per aiutarvi a memorizzare i nomi e qualche informazione (tipologia, collocazione) dei principali laghi italiani.
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Latino – Lezione 2

>Ecco il materiale della seconda lezione di latino. Vi ricordo che, per tradurre efficacemente, dovete partire dall’individuazione del predicato, quindi risalire al soggetto (in nominativo) e all’eventuale complemento oggetto (in accusativo). Solo successivamente potete dedicarvi agli altri complementi e provare a riformulare la frase in italiano.
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