Incontro con don Virginio Colmegna

“Vengon tutti da Zeus gli ospiti e i poveri”. Questo il titolo, rubato a Omero, dell’incontro pubblico con don Virginio Colmegna organizzato dalla scuola media “Curiel-Muratori”.

Con l’appuntamento del 21 maggio prossimo si conclude il percorso dei “Dialoghi sulla Costituzione” 2011-2012, nell’ambito del quale i nostri alunni hanno incontrato l’ex magistrato Gherardo Colombo e due realtà importanti del volontariato come Emergency e Opera Nomadi. Sempre grazie ai “Dialoghi sulla Costituzione”, e con il contributo del Comune di Cornaredo, è stato possibile per sei classi terze visitare il Consiglio regionale della Lombardia e, per alcuni fortunati (e bravi) anche il Senato della Repubblica, a Roma.

L’incontro con don Virginio Colmegna, direttore della Caritas Ambrosiana dal 1993 al 2004 e presidente della Casa della Carità voluta dal cardinale Carlo Maria Martini, sarà dedicato ai temi dell’accoglienza e dell’inclusione sociale. Dialogheremo con don Colmegna alla luce della sua esperienza, di recente raccontata nell’autobiografia “Non per me solo. Vita di un uomo al servizio degli altri” (Il Saggiatore), e degli articoli 3 e 10 della Costituzione italiana.

Art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese;

Art. 10, comma 3: Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Appuntamento per lunedì 21 maggio 2012, ore 21.00, presso l’Auditorium “La Filanda”, piazza Libertà, Cornaredo.

 

 

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La guerra fredda

Con il termine “Guerra fredda” si indica il periodo storico che va dalla fine della Seconda guerra mondiale (1945) al crollo del muro di Berlino (1989) e dell’Unione Sovietica (1991). Durante questo periodo il mondo era diviso in due blocchi contrapposti: un blocco occidentale, legato agli Stati Uniti d’America, e un blocco orientale posto sotto il controllo dell’Unione Sovietica.

Questo video di Studenti.it delinea i tratti principali della Guerra fredda e i diversi momenti che hanno caratterizzato il periodo.

Due celebri discorsi hanno segnato l’inizio della guerra fredda. Il primo venne pronunciato da Winston Churchill, primo ministro britannico durante la Seconda guerra mondiale, a Fulton in Missouri, il 5 marzo 1946. In quell’occasione, Churchill utilizzò l’espressione “iron curtain” (sipario, cortina di ferro) per indicare la linea di confine tra Europa occidentale, libera, ed Europa orientale, sottoposta all’influenza sovietica.

Da Stettino sul Baltico a Trieste nell’Adriatico, una cortina di ferro è calata sul continente europeo. Oltre quella linea si trovano tutte le capitali degli antichi stati dell’Europa centrale e orientale. Varsavia, Berlino, Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucarest e Sofia, tutte queste celebri città e la popolazione attorno a loro si trovano in quella che devo chiamare la sfera sovietica, e tutte sono soggette in una forma o in un’altra, non soltanto all’influenza sovietica ma a un livello già molto elevato e, in alcuni casi, ancora crescente di misure di controllo da parte di Mosca.

Il secondo discorso fu invece pronunciato dal presidente americano Harry S. Truman davanti al Congresso degli Stati Uniti, il 12 marzo 1947. Vi si trova enunciata per la prima volta la cosiddetta “dottrina Truman”, secondo la quale gli Stati Uniti si sarebbero opposti a qualunque tentativo di instaurare nuovi regimi comunisti in Europa e nel resto del mondo. Gli storici considerano questa dichiarazione l’inizio della Guerra fredda.

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L’Africa Mediterranea

I paesi africani affacciati sul Mediterraneo – Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco – sono particolarmente vicini a noi anche dal punto di vista storico e culturale. In terza li abbiamo studiati divisi a gruppetti, e ogni gruppo ha prodotto una mappa concettuale per ciascuno dei cinque stati. Eccole:

Per approfondire in maniera più interattiva la conoscenza dell’Africa Mediterranea vi consiglio anche di fare un giro da quelle parti utilizzando Google Earth.

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Interrogazione di storia: le domande

In vista delle interrogazioni di storia su Fascismo e seconda guerra mondiale, ecco l’elenco delle domande su cui si dovranno preparare gli alunni di terza.

Ricordo che dovrete studiare tutte le domande, ma a ciascuno di voi saranno assegnati in particolare alcuni quesiti cui potrete rispondere nei commenti a questo post, in modo che tutti possano vedere e utilizzare le vostre risposte. Più precisa e curata sarà la risposta e meglio potranno prepararsi gli altri compagni. Attenzione che io non correggerò le risposte eventualmente sbagliate: se scrivete stupidaggini, rischiate di farle ripetere anche ai compagni!

ATTENZIONE! HO INSERITO TUTTE LE DOMANDE IN UN UNICO FILE.

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Visita alla Regione Lombardia

Lunedì prossimo la mia terza andrà in visita al Consiglio regionale della Lombardia, presso il grattacielo Pirelli. Una bella occasione per conoscere da vicino il funzionamento dell’assemblea legislativa della nostra regione e allo stesso tempo per vedere dall’interno uno dei monumenti più importanti della città. Il grattacielo Pirelli, la cui storia è ben raccontata in questa fotogallery del Corriere.it, è stato uno dei simboli del boom economico italiano dopo la Seconda guerra mondiale. Progettato dall’architetto e designer Gio Ponti per la società Pirelli (quella dei pneumatici), il grattacielo è stato costruito tra il 1956 e il 1961. Sede della Regione Lombardia dal 1979, con i suoi 127 metri di altezza il Pirellone – come lo chiamano i milanesi – è stato a lungo il più alto grattacielo d’Italia, ed è ancora oggi una delle più alte costruzioni in calcestruzzo armato del mondo.

Per approfondire lo studio delle Regioni nella Costituzione italiana, metto on line la presentazione che abbiamo già commentato in classe. Potete vederla direttamente qui sotto, oppure scaricarla in formato pptx (da vedere con Power Point o con OpenOffice) e in formato pdf (pronta per la stampa).

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Le città degli Stati Uniti

Nelle scorse settimane, in terza abbiamo dedicato alcune ore allo studio a gruppi di alcune città degli Stati Uniti: New York, Chicago, Detroit, Los Angeles, San Francisco, New Orleans. Ogni gruppo ha preparato una presentazione per illustrare ai compagni le caratteristiche e le bellezze della città su cui aveva lavorato, spesso corredandolo anche con un filmato. Ecco quanto prodotto dai sei gruppi: filmati, presentazioni e stampati delle presentazioni.

New York


Scarica la presentazione di New York

New York Stampati (file pdf)

Chicago

Scarica la presentazione di Chicago

Chicago Stampati (file pdf)

Detroit

Scarica la presentazione di Detroit

Detroit Stampati (file pdf)

Los Angeles

Scarica la presentazione di Los Angeles

Los Angeles Stampati (file pdf)

 

San Francisco


Scarica la presentazione di San Francisco

San Francisco Stampati (file pdf)

 

New Orleans


Scarica la presentazione di New Orleans

New Orleans Stampati (file pdf)

 

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Dialoghi con una molecola

Un po’ di orgoglio non guasta. È questo il primo pensiero che mi viene trovando la mia terza B e le mie colleghe Paola Ciarlantini e Carla Girola sul Giorno, grazie al progetto nato dalla collaborazione con un’azienda di ricerca scientifica, la Diasorin. Al centro del progetto, il libro La vita in una stanza. Viaggio dentro una cellula di Francesco Colotta, che racconta il funzionamento della cellula in maniera scientificamente rigorosa ma allo stesso tempo affascinante.

Una bella occasione per riflettere, soprattutto per noi insegnanti: la scuola insegna di più quando trova il modo di catturare l’attenzione e di adeguarsi al desiderio di conoscenza che è dentro ogni ragazzo.

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Giuseppe Ungaretti: l’allegria di un naufrago

Tra i più grandi poeti italiani del Novecento, Giuseppe Ungaretti è conosciuto soprattutto per le poesie scritte durante la Prima guerra mondiale, combattuta da soldato semplice in mezzo agli orrori e alle sofferenze della trincea.

Le poesie della guerra, raccolte prima in un libro chiamato Il porto sepolto (1916) e, più tardi, in Allegria di naufragi (1919), sono conosciute anche per la loro essenzialità: quasi sempre pochi versi, anche due soltanto, molto brevi e privi di punteggiatura, rime e ritmo. Una vera rivoluzione rispetto a tutta la poesia che viene prima.

La scelta di comporre poesie tanto diverse rispetto alla tradizione è spiegata dallo stesso Ungaretti in questo video, realizzato quando il poeta era già molto anziano, diversi decenni dopo la guerra.


L’essenzialità, il ridurre la poesia al minimo indispensabile, serve anche a dare più peso alle parole. Se scrivo poche parole per verso, e pochi versi per pagina, quelle poche parole e quei pochi versi diventano tanto grandi da riempire per intero lo spazio bianco della pagina. Una cosa che si comprende meglio ascoltando la voce di Ungaretti mentre legge una delle sue poesie più celebri, “Fratelli”.

Nei prossimi giorni, in terza leggeremo proprio alcune poesie tratte da Il porto sepolto. Potete scaricarle cliccando su questo link:

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